Nelle case emiliane e romagnole i cappelletti sono una faccenda seria: si chiudono a mano, uno a uno, e a Natale arrivano in tavola fumanti nel brodo. Ma quando ne avanzano, o quando si ha voglia di qualcosa di diverso, c’è un modo sorprendente per servirli: croccanti, da mangiare con le mani.
I cappelletti già cotti, o dei buoni tortellini freschi, si passano appena umidi in un velo di farina di mais inumidita con un filo d’olio, che li avvolge in una crosta sottile. In friggitrice ad aria diventano dorati e scrocchianti fuori, mentre il ripieno resta morbido. Come si servono? Con una salsa al formaggio semplicissima. Da una ricetta vista sui social, ecco il procedimento.
Cappelletti croccanti in friggitrice ad aria con salsa al Parmigiano
Ingredienti:
Cosa ci occorre per i cappelletti croccanti in friggitrice ad aria
Per i cappelletti
- 250 g cappelletti o tortellini già cotti
- 40 g farina di mais
- 10 g olio extravergine d’oliva
Per la salsa al formaggio
- 100 g latte
- 30 g Parmigiano Reggiano grattugiato
- 10 g burro
- 10 g farina 00
Istruzioni:
Come preparare i cappelletti croccanti in friggitrice ad aria
- Per questa preparazione utilizzare cappelletti già lessati, preferibilmente di pasta fresca. Scolarli accuratamente, mantenendoli appena umidi: una piccola quantità d’acqua sulla superficie aiuterà la farina di mais ad aderire alla pasta.
- Versare la farina di mais in un recipiente abbastanza largo e aggiungere i cappelletti. Muoverli delicatamente, evitando che si rompano, fino a rivestirli con uno strato sottile e uniforme.
- Aggiungere l’olio extravergine d’oliva e mescolare ancora, distribuendolo sulla panatura senza schiacciare la pasta.
- Sistemare i cappelletti nel cestello della friggitrice ad aria, preferibilmente sulla griglia, senza sovrapporli. Cuocere a 200°C per 10 minuti.
- Trascorso questo intervallo, girarli delicatamente con una pinza e proseguire per altri 2-3 minuti, così da completare la doratura anche sulla parte rimasta a contatto con la griglia.
Preparare la salsa
- Lasciare sciogliere il burro in un pentolino a fiamma bassa, incorporare la farina e mescolare con una frusta fino a ottenere una base leggermente tostata.
- Versare il latte in piccole quantità, continuando a mescolare per eliminare eventuali grumi. Cuocere fino a ottenere una besciamella morbida, quindi aggiungere il Parmigiano grattugiato e amalgamare fino a renderla cremosa.
- Trasferire la salsa in un piccolo recipiente e accompagnarla ai cappelletti appena pronti. Servirli caldi oppure a temperatura ambiente, con il condimento ancora tiepido.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Cappelletti, tortellini, anolini: le paste ripiene dell’Emilia a confronto
Per chi non è emiliano o romagnolo possono sembrare tutti uguali: piccoli fagottini di pasta all’uovo con un ripieno, da servire in brodo. In Emilia-Romagna, però, confonderli è quasi un’offesa. Ogni città ha il suo formato, il suo ripieno e la sua tradizione, difesi con orgoglio di generazione in generazione.
I tortellini sono il simbolo di Bologna e Modena. Il ripieno classico unisce lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata. La ricetta è considerata talmente importante che nel 1974 un’associazione di appassionati, la Dotta Confraternita del Tortellino, ne ha depositato la versione ufficiale presso la Camera di Commercio di Bologna.
I cappelletti sono più grandi e prendono il nome dalla forma che ricorda un piccolo cappello. Si ricavano da quadrati di pasta ripiegati e chiusi. Sono tipici di Reggio Emilia, dove il ripieno è a base di carne e Parmigiano, e della Romagna, dove invece il ripieno è spesso di formaggi, con ricotta o formaggi freschi e Parmigiano, senza carne. Anche Ferrara e altre zone hanno i loro cappelletti, ognuno con piccole varianti.
A Parma e Piacenza regnano invece gli anolini. Sono piccoli e tondi, spesso con il bordo dentellato, e racchiudono un ripieno di pane grattugiato, Parmigiano e il sugo di uno stracotto di manzo cotto per ore. Ferrara, poi, ha i suoi celebri cappellacci di zucca, tutelati dal marchio IGP, con un ripieno dolce e sapido di zucca e Parmigiano, conditi con burro e salvia o con il ragù.
