Dietro un nome che in cucina suona ormai familiare, patate hasselback, si nasconde un indirizzo preciso: quello di un ristorante di Stoccolma dove questo taglio è nato. Da noi le chiamiamo più spesso patate a fisarmonica, per via di quei tagli sottili e ravvicinati che le fanno aprire a ventaglio durante la cottura. E oggi scopriamo una ricetta con pochissimi ingredenti in friggitrice ad aria, dopo averla vista sui social: sono super filanti!
Patate a fisarmonica con scamorza in friggitrice ad aria
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per le patate a fisarmonica in friggitrice ad aria
- 4 patate medie
- 40 g Parmigiano grattugiato
- Scamorza affumicata q.b.
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Per condire
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Origano secco q.b.
- Sale fino q.b.
Istruzioni:
Come preparare le patate a fisarmonica in friggitrice ad aria
- Scegliere patate di grandezza simile, così cuoceranno nello stesso tempo. Lavarle molto bene, perché la buccia resta.
- Asciugarle e appoggiarne una alla volta sul tagliere. Sistemare ai lati due cucchiai di legno o due bacchette: serviranno da blocco per non arrivare fino in fondo con il coltello.
- Incidere la patata con tagli ravvicinati, a circa 3-5 mm l’uno dall’altro. La base deve restare intera, mentre la parte superiore deve aprirsi come una fisarmonica.
- Ripetere lo stesso passaggio con le altre patate. Allargare appena le fessure con le dita, senza spezzarle.
- Sistemare le patate in una teglia adatta alla friggitrice ad aria. Condirle con sale e olio extravergine d’oliva, cercando di farlo arrivare anche tra i tagli.
- Inserire poca scamorza affumicata tra alcune fessure, senza esagerare: durante la cottura si scioglierà.
- Completare con parmigiano grattugiato e origano secco.
Come cuocerle
- Cuocere in friggitrice ad aria a 200°C per 30 minuti. In alternativa, cuocere in forno statico a 200°C per 45 minuti.
- Lasciare riposare 5 minuti prima di servire.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Le patate hasselback: nate per caso in un ristorante di Stoccolma
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Il nome “hasselback” non è una semplice etichetta di fantasia: rimanda a un luogo reale e a una storia precisa, quella di un ristorante svedese che ha dato il battesimo a questo modo di tagliare le patate. Siamo a Stoccolma, e il locale in questione è il Hasselbacken, storica struttura con ristorante e scuola alberghiera situata nel quartiere di Djurgården. È qui che, secondo la ricostruzione più accreditata, le patate incise a ventaglio hanno visto la luce negli anni Cinquanta del Novecento.
La paternità del piatto viene attribuita a un giovane allievo cuoco, Leif Elisson, che durante il suo tirocinio alla scuola di cucina del Hasselbacken avrebbe messo a punto questa preparazione intorno al 1953. L’idea era semplice ma efficace: praticare sulla patata una serie di tagli paralleli e ravvicinati, senza separare del tutto le fette, in modo che in cottura si aprissero come le pagine di un libro o il mantice di una fisarmonica. Dal nome del ristorante, il piatto prese il nome di “hasselbackspotatis”, letteralmente “patate alla Hasselbacken”.
Da quel locale di Stoccolma, la ricetta ha intrapreso un lungo viaggio che l’ha portata sulle tavole di mezzo mondo. In Svezia è diventata un classico della cucina casalinga e dei pranzi delle feste, spesso insaporita con burro, pangrattato e a volte formaggio. Nei decenni successivi si è diffusa nei paesi anglosassoni e poi un po’ ovunque, complice anche la sua resa estetica: poche preparazioni fanno la loro figura in tavola come una patata aperta a ventaglio, dorata e lucida. Negli ultimi anni i social e i siti di cucina le hanno dato una seconda giovinezza.
La tecnica, in effetti, si presta a infinite interpretazioni. La base resta sempre la patata incisa, ma il condimento cambia a seconda del gusto e della tradizione. C’è chi resta fedele alla versione svedese con burro ed erbe aromatiche, chi inserisce fettine di formaggio o di pancetta tra un taglio e l’altro, chi punta su spezie, aglio, rosmarino o peperoncino. Esistono versioni ricche, con scamorza, cheddar o gorgonzola che si sciolgono nelle fessure, e versioni più essenziali, con solo olio, sale e qualche aroma.
Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.