Un caco maturo, morbido al punto da sciogliersi sotto il cucchiaio, e un’idea semplicissima: trasformarlo in un dolce al cioccolato. Questo fluff è un dolce da tre soli ingredienti, più un pizzico di vaniglia che lo profuma. Una preparazione vista sui social che consigliamo di testare.
Fluff al caco e cacao in friggitrice ad aria
Ingredienti:
Cosa ci occorre per il fluff al caco in friggitrice ad aria
- 1 caco maturo
- 1 uovo
- 30 g cacao amaro in polvere
- 1 pizzico di vaniglia in polvere
Istruzioni:
Come preparare il fluff al caco e cacao in friggitrice ad aria
- Scegliere un caco ben maturo, dalla polpa morbida e naturalmente dolce. Lavarlo accuratamente, eliminare il picciolo ed eventuali semi, quindi recuperare la polpa. La buccia può essere mantenuta, se gradita e ben lavata, oppure eliminata per ottenere una consistenza più uniforme.
- Trasferire il caco nel recipiente di un mixer e aggiungere l’uovo, il cacao amaro e un pizzico di vaniglia in polvere.
- Frullare gli ingredienti fino a ottenere un composto liscio, senza pezzi di frutta riconoscibili. Se necessario, interrompere brevemente la lavorazione per recuperare la crema rimasta sulle pareti del recipiente.
- Versare il composto in uno stampino monoporzione adatto alla cottura, preferibilmente di 10-12 cm di diametro, distribuendolo in maniera uniforme.
Come cuocerlo
- Sistemare lo stampino nel cestello della friggitrice ad aria e cuocere a 170 °C per circa 15-20 minuti, controllando che il centro sia rassodato ma ancora morbido.
- In alternativa, utilizzare il forno preriscaldato a 180°C per circa 25-30 minuti, verificando la consistenza verso il termine della cottura.
- Lasciare intiepidire il fluff per qualche minuto prima di servirlo, direttamente nello stampino oppure trasferendolo delicatamente su un piattino. L’interno manterrà una consistenza morbida, a metà tra un tortino al cacao e un dolce al cucchiaio.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Il caco, il frutto degli dei che è sopravvissuto alla bomba
Il suo nome scientifico è Diospyros kaki: in greco antico significa più o meno frutto divino, frutto degli dei. Originario della Cina, il caco è arrivato in Giappone secoli fa, dove è diventato uno dei frutti più amati dell’autunno, e solo nell’Ottocento ha raggiunto l’Europa, trovando in Italia una seconda casa. Oggi è difficile immaginare un giardino di campagna senza quell’albero spoglio, carico di frutti arancioni che resistono sui rami anche dopo la caduta delle foglie.
C’è poi una storia commovente che ha reso il caco un simbolo di pace. Nel 1945, a Nagasaki, un albero di caco sopravvisse alla bomba atomica, gravemente ferito ma ancora vivo. Anni dopo, un botanico giapponese riuscì a ottenere dei semi dai suoi frutti e a far crescere nuove piantine. Da quel gesto è nato un progetto internazionale che ha portato i discendenti di quell’albero in centinaia di scuole e città del mondo, Italia compresa, come simbolo di rinascita.
Per questo fluff serve un caco ben maturo, morbido e quasi trasparente. I cachi acerbi, infatti, contengono tannini che lasciano in bocca una sensazione astringente, come se si allappasse la lingua. Maturando, i tannini si trasformano e il frutto diventa dolcissimo. Chi ha cachi ancora duri può chiuderli in un sacchetto di carta insieme a una mela o a una banana: i gas naturali rilasciati da questi frutti accelerano la maturazione. Diverso è il caco mela, croccante e sodo, che si può mangiare a morsi anche quando non è morbido.
Come sempre, se poi vogliamo sbizzarrirci, possiamo provare a renderlo più autunnale con un cucchiaino di cannella o di zenzero in polvere, mentre qualche scaglia di cioccolato fondente nell’impasto regala un cuore fondente.
