Difficile resistere a questo nido dorato e croccante che si spezza sotto la forchetta e lascia colare un tuorlo morbido: è tutta qui la bontà di questo piatto scenografico eppure semplicissimo. Due fogli di pasta fillo spennellati d’olio, modellati a coppa con l’aiuto di un bicchiere, un uovo versato al centro e una manciata di sesamo. Perfetto per una colazione salata della domenica o per stupire a un aperitivo.
Cestino di pasta fillo con uovo in friggitrice ad aria
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per il cestino di pasta fillo con uovo in friggitrice ad aria
- 2 fogli di pasta fillo
- 1 uovo
- Semi di sesamo q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
Istruzioni:
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Come preparare il cestino di pasta fillo con uovo in friggitrice ad aria
- Stendere un foglio di pasta fillo sul piano e spennellarlo con poco olio extravergine d’oliva. Sovrapporre il secondo foglio e spennellare appena anche la superficie.
- Sistemare i due fogli dentro uno stampino piccolo adatto alla friggitrice ad aria, oppure appoggiarli su carta forno e usare un bicchiere capovolto al centro per dare la forma.
- Portare i lembi della pasta verso l’interno, creando un cestino con i bordi arricciati. Togliere il bicchiere, se usato, e controllare che al centro resti uno spazio sufficiente per l’uovo.
- Rompere l’uovo al centro del cestino. Condire con un pizzico di sale e semi di sesamo.
Come cuocerlo
- Cuocere in friggitrice ad aria a 170°C per circa 8 minuti. L’albume dovrà rapprendersi, mentre il tuorlo potrà restare più morbido o più sodo in base al proprio gusto.
- Lasciare riposare 2 minuti prima di sollevare il cestino, perché la pasta fillo appena cotta è molto fragile.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Pasta fillo: il velo di sfoglia che arriva da lontano
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La pasta fillo sembra quasi una preparazione magica: fogli talmente sottili da diventare quasi trasparenti, che in cottura diventano mille scaglie leggerissime. Il suo nome viene dal greco “phyllo”, che significa proprio foglia, ed è un indizio prezioso sulla sua storia, lunga e affascinante.
Le sue radici affondano nella cucina dell’area mediterranea e mediorientale, con un ruolo centrale nella tradizione turca e in quella di tutto l’ex impero ottomano. Furono proprio le cucine dei palazzi di Istanbul, secoli fa, a perfezionare l’arte di tirare l’impasto in sfoglie impalpabili, un lavoro di grande maestria che richiedeva mani esperte e pazientissime.
Da lì la pasta fillo si è diffusa in un vastissimo territorio, diventando protagonista di piatti simbolo come la baklava, il dolce ricco di frutta secca e sciroppo, o come il börek, i fagottini salati farciti di formaggio, spinaci o carne che si trovano nei Balcani, in Grecia e in Medio Oriente.
Ciò che rende la fillo tanto speciale è la sua composizione essenziale: farina, acqua, un pizzico di sale e poco altro. A differenza della pasta sfoglia, che deve la sua friabilità agli strati di burro incorporati nell’impasto, la fillo è povera di grassi.
Oggi la troviamo comodamente pronta al supermercato, nel banco frigo, in pratici rotoli di fogli già stesi. Un lusso, se pensiamo alla fatica che serviva un tempo per prepararla in casa. Va maneggiata con un po’ di attenzione, perché tende a seccarsi e a spezzarsi in fretta all’aria: il trucco è tenere i fogli che non usiamo coperti con un canovaccio leggermente umido, così restano elastici.
Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.