Il momento più bello di un supplì è quando lo spezzi e la mozzarella al centro si allunga in un filo lungo e goloso: non a caso a Roma li chiamano “supplì al telefono”.
Questa volta, però, li prepariamo seguendo una ricetta che è una vera furbata: primo, li infiliamo su uno stecco, così diventano comodi da mangiare e scenografici da servire, perfetti per una festa o un aperitivo. Secondo, li cuociamo in friggitrice ad aria invece di friggerli, per avere la stessa crosticina dorata con molti meno grassi. Da un’idea vista sui social, abbiamo provato subito questa ricetta sfiziosa!
Supplì su stecco in friggitrice ad aria
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per i supplì su stecco in friggitrice ad aria
- 200 g riso al pomodoro già cotto e freddo
- 70 g mozzarella ben scolata
- Pangrattato senza glutine q.b.
- 1 albume
- Olio extravergine d’oliva q.b.
Istruzioni:
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Come preparare i supplì su stecco in friggitrice ad aria
- Preparare il riso al pomodoro in anticipo e lasciarlo raffreddare completamente. Per questa ricetta deve essere compatto e asciutto, non cremoso: se è troppo morbido, lasciarlo qualche minuto in frigorifero prima di usarlo.
- Tagliare la mozzarella a bastoncini piccoli oppure a cubetti lunghi, tamponandola molto bene con carta da cucina. Deve essere ben scolata, altrimenti in cottura rilascerà acqua e potrebbe aprire i supplì.
- Usare uno stampo da gelato su stecco, meglio in silicone. Inserire poco riso sul fondo di ogni cavità e schiacciarlo bene con le dita o con il dorso di un cucchiaino, facendolo aderire anche ai lati.
- Mettere al centro un pezzo di mozzarella, senza arrivare troppo vicino ai bordi. Coprire con altro riso al pomodoro e pressare con decisione. La superficie deve risultare compatta e liscia, perché dopo il congelamento il supplì dovrà uscire dallo stampo senza rompersi.
- Inserire gli stecchi negli appositi spazi dello stampo e trasferire in freezer per almeno 3-4 ore, o comunque finché i supplì saranno duri e perfettamente sformabili.
- Quando sono congelati, preparare due piatti: uno con l'albume leggermente sbattuto e uno con il pangrattato senza glutine.
- Sformare i supplì ancora congelati. Passarli prima nell’albume, bagnando bene tutta la superficie, poi nel pangrattato. Premere con delicatezza per far aderire la panatura anche sui bordi e vicino allo stecco. Per una crosta più spessa, ripetere una seconda volta albume e pangrattato.
Come cuocerli
- Sistemare i supplì nel cestello della friggitrice ad aria su carta forno forata, oppure direttamente sulla griglia leggermente unta. Vaporizzare o spennellare pochissimo olio sulla superficie.
- Cuocere a 200°C, modalità Roast se presente, per circa 7-8 minuti (altrimenti a 180 minuti per circa 15 minuti). Devono diventare dorati fuori e caldi all’interno. Se lo stampo ha creato supplì molto grandi, prolungare di 2-3 minuti controllando che la panatura non scurisca troppo.
- Lasciare riposare 2 minuti prima di servire: il cuore di mozzarella sarà molto caldo.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Supplì contro arancino: la rivalità tra Roma e la Sicilia
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Chiamateli supplì davanti a un romano o arancini davanti a un siciliano, e state pur certi che nessuno dei due accetterà di scambiare il nome. Sono due dei simboli più amati dello street food italiano, entrambi a base di riso, entrambi fritti e filanti, eppure profondamente diversi e legati a una piccola, orgogliosa rivalità campanilistica.
Partiamo dai supplì, protagonisti di questa ricetta. Sono la specialità romana per eccellenza, immancabili nelle friggitorie e nelle pizzerie al taglio della capitale: crocchette di riso condito con il pomodoro, con un cuore di mozzarella, impanate e fritte fino a doratura. Il loro nome, curiosamente, deriva dal francese “surprise”, sorpresa, forse per via del ripieno nascosto che si scopre solo spezzandoli, o forse per la sorpresa filante della mozzarella. Sono di forma allungata, quasi ovale, e la loro caratteristica più celebre è proprio il “telefono”: quel filo di mozzarella che si tende quando li si apre a metà, come la cornetta di un telefono di una volta.
Gli arancini, o arancine, sono invece il vanto della Sicilia. Più grandi e generalmente di forma tonda o conica, hanno un riso spesso allo zafferano e ripieni più vari e strutturati, dal ragù con i piselli al burro con prosciutto e besciamella. Le loro origini vengono fatte risalire alla dominazione araba dell’isola, e persino sul loro nome, come sul genere maschile o femminile, i siciliani si dividono a seconda della zona. Insomma, due mondi diversi.
Quali sono, allora, le differenze principali tra i due cugini? Il supplì romano è generalmente più piccolo e allungato, con un ripieno più semplice. L’arancino siciliano è più grande, spesso tondo, con il riso allo zafferano e ripieni più ricchi e complessi. Cambia la forma, cambia il condimento del riso, cambia l’anima stessa della preparazione. Ma entrambi condividono lo stesso spirito goloso e conviviale, e la stessa magia del riso croccante fuori e filante dentro.
Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.