Il 25 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata della pasta, e non c’è modo migliore di festeggiarla che con un piatto che sa di casa. Questa pasta gratinata in friggitrice ad aria si prepara con ingredienti umili, che in autunno si trovano ovunque e costano poco: il cavolfiore e il suo cugino più scenografico, che forse non tutti conoscono, il broccolo romanesco.
Pasta e cavolfiore gratinata in friggitrice ad aria
Ingredienti:
Cosa ci occorre per la pasta e cavolfiore gratinata in friggitrice ad aria
- 200 g cavolfiore
- 180 g pasta corta come mezze maniche o rigatoni
- 150 g broccolo romanesco
- 100 g scamorza affumicata
- 20 g pangrattato
- 15 g Grana Padano grattugiato
- 10 g Pecorino Romano grattugiato
- 10 g burro
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
Istruzioni:
Come preparare la pasta e cavolfiore gratinata in friggitrice ad aria
- Pulire il cavolfiore e il broccolo romanesco, eliminando le parti più dure e dividendo entrambi in piccole cimette. Lavarle accuratamente e lasciarle sgocciolare.
- Portare a ebollizione una pentola con acqua e immergere inizialmente il cavolfiore. Dopo alcuni minuti aggiungere il romanesco e proseguire fino a quando le verdure saranno tenere. Il cavolfiore dovrà potersi schiacciare facilmente con il dorso di un cucchiaio.
- Scolare le cimette, conservando l'acqua di cottura per lessare la pasta (va salata al bollore). Immergere i rigatoni o le mezze maniche e cuocerli un paio di minuti in meno rispetto al tempo indicato sulla confezione, perché completeranno la preparazione durante la gratinatura.
- Nel frattempo tagliare la scamorza affumicata in piccoli cubetti. Mescolare separatamente il pangrattato con il Grana Padano e il Pecorino Romano.
- Scolare la pasta e trasferirla in un recipiente capiente insieme al cavolfiore e al broccolo romanesco. Aggiungere la scamorza e poco olio extravergine d'oliva, quindi mescolare delicatamente per distribuire gli ingredienti.
- Sistemare il composto in una pirofila adatta alla friggitrice ad aria, livellandolo con il dorso di un cucchiaio. Distribuire sulla superficie il miscuglio di pangrattato e formaggi grattugiati, completando con piccoli fiocchi di burro.
Come cuocerla
- Cuocere in friggitrice ad aria a 180°C per circa 10-12 minuti, controllando che la superficie diventi dorata e la scamorza si sciolga completamente.
- In alternativa, utilizzare il forno statico a 200°C per circa 15-20 minuti, fino a ottenere una crosticina uniforme.
- Lasciare riposare la pasta per qualche minuto prima di servirla, così da permettere al formaggio di assestarsi leggermente.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

World Pasta Day: perché il 25 ottobre si festeggia la pasta
Ogni anno, il 25 ottobre, il mondo intero rende omaggio a uno degli alimenti più amati di sempre: è il World Pasta Day, la Giornata mondiale della pasta. La ricorrenza è nata alla fine degli anni Novanta per iniziativa dei produttori di pasta di diversi paesi. La data richiama il primo congresso mondiale dedicato alla pasta, che si era tenuto a Roma qualche anno prima proprio in quel giorno. Da allora, in ottobre, ristoranti, scuole di cucina, aziende e semplici appassionati celebrano la pasta con eventi, menu dedicati e iniziative per raccontarne la storia e il valore.
Non sorprende che l’Italia sia al centro di questa festa. È il primo produttore al mondo di pasta e anche il paese dove se ne mangia di più: in media oltre venti chili a testa ogni anno.
La storia, però, è più antica e intricata di quanto si creda. Per lungo tempo si è raccontato che a portare la pasta in Italia fosse stato Marco Polo, di ritorno dalla Cina alla fine del Duecento. È una leggenda smentita dai documenti. Già nel XII secolo, infatti, il geografo arabo al-Idrisi descriveva una vera produzione di pasta secca a Trabia, vicino a Palermo, da cui partivano carichi diretti verso altri porti del Mediterraneo. Furono proprio gli Arabi, con la loro tecnica di essiccazione, a rendere la pasta un alimento conservabile e adatto ai lunghi viaggi.
Nei secoli successivi è Napoli a diventare la capitale della pasta. Nel Seicento e nel Settecento i napoletani si guadagnarono il soprannome di mangiamaccheroni, e in città i venditori ambulanti servivano la pasta per strada, da mangiare con le mani.
In questa lunga storia, la pasta al forno è il piatto della domenica, delle feste, delle nonne che preparavano teglie abbondanti da portare in tavola fumanti. Ogni regione ha la sua: dal timballo al pasticcio, dalla pasta ‘ncasciata siciliana alle lasagne.
