A Madrid, all’alba, dopo una notte di festa o prima di andare al lavoro, c’è chi si siede al bancone per una tazza di cioccolata densa e un piatto di churros fumanti. Questa ricetta che abbiamo visto sui social porta quel rito in casa, con una differenza importante: niente olio bollente. Ecco i churros in friggitrice ad aria.
Churros in friggitrice ad aria
Ingredienti:
Cosa ci occorre per i churros in friggitrice ad aria
- 150 ml acqua
- 110 g farina 00
- 2 uova
- 50 g burro
- 20 g zucchero
- 2-3 gocce di essenza alla vaniglia
- Zucchero semolato e cannella q.b., per completare
Istruzioni:
Come preparare i churros in friggitrice ad aria
- Per questi churros si prepara una pasta cotta sul fornello, simile a quella utilizzata per i bignè. La sua consistenza è importante: dovrà essere sufficientemente morbida da attraversare la bocchetta della tasca da pasticcere, ma anche abbastanza sostenuta da conservare le scanalature.
- Preparare un pentolino dal fondo spesso e versarvi l’acqua. Tagliare il burro a pezzetti, aggiungerlo insieme allo zucchero e scaldare a fiamma moderata.
- Mescolare occasionalmente, fino al completo scioglimento del burro. Non appena il liquido raggiunge l’ebollizione, allontanare il pentolino dal fuoco.
- Aggiungere la farina tutta insieme, anziché in più riprese. Lavorare immediatamente con un cucchiaio di legno, raccogliendo anche quella depositata lungo le pareti.
- In pochi istanti il composto inizierà ad addensarsi. Continuare a muoverlo finché la farina sarà completamente incorporata e la pasta si raccoglierà in una massa compatta.
- Riportare il pentolino su fuoco basso per circa 1 minuto, mescolando senza interruzioni. Questo breve passaggio permette di eliminare parte dell’umidità e ottenere una pasta più stabile.
- Trasferire l’impasto in un recipiente pulito e allargarlo leggermente con il cucchiaio. Attendere circa 10 minuti, affinché perda il calore più intenso senza raffreddarsi completamente.
- Aggiungere l’essenza alla vaniglia e incorporare il primo uovo. Lavorare fino a quando l’impasto avrà assorbito tutto l’uovo e sarà tornato uniforme.
- Procedere con il secondo, continuando a mescolare. Inizialmente la pasta potrebbe sembrare separata in piccoli pezzi: proseguendo la lavorazione diventerà nuovamente omogenea, morbida e lucida.
- Inserire una bocchetta a stella sufficientemente larga in una tasca da pasticcere robusta. Trasferirvi il composto, cercando di eliminare eventuali bolle d’aria.
- Preparare un supporto adatto alla friggitrice ad aria, rivestendolo con carta forno. Premere la tasca da pasticcere con movimento costante per creare dei cuoricini, mantenendo uno spessore non eccessivo.
- Al termine di ciascun cuoricino, recidere l’impasto con un coltello leggermente inumidito. Lasciare un po' di spazio tra i churros, perché durante la cottura tenderanno ad aumentare di volume.
Come cuocerli
- Nebulizzare pochissimo olio sui churros.
- Inserire i churros nella friggitrice ad aria e cuocere a 200°C. Dopo i primi 5-6 minuti, verificare la doratura.
- Per controllare il risultato, aprire uno dei pezzi della prima infornata. L’interno deve risultare cotto e leggermente morbido, senza parti umide o collose.
- Trasferire i churros su una gratella e lasciarli riposare brevemente, senza coprirli.
- Mescolare in un piatto lo zucchero semolato con la cannella. Passare i churros ancora caldi nella miscela, girandoli delicatamente per rivestirli in modo uniforme.
- Servirli tiepidi, da soli oppure con una crema al cioccolato.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Churros: dalla Spagna al mondo, e quella parentela con i bignè
In Spagna i churros sono molto più di un dolce: sono un’abitudine. Si mangiano a colazione, a merenda, la domenica mattina e, tradizionalmente, anche dopo una lunga notte di festa, quasi sempre accompagnati da una tazza di cioccolata calda così densa da poterci intingere i bastoncini. A Madrid alcune cioccolaterie storiche li servono da oltre un secolo, come la celebre San Ginés, aperta nel 1894. Accanto ai churros sottili e scanalati, nella capitale si trovano anche le porras, più spesse e morbide.
Le origini sono avvolte da diverse ipotesi, nessuna davvero certa. Secondo una delle più raccontate, sarebbero nati tra i pastori spagnoli, che in montagna preparavano un impasto semplicissimo di acqua e farina da friggere sul fuoco. Il nome ricorderebbe le corna delle pecore di razza churra.
Un’altra ipotesi chiama in causa i mercanti portoghesi, che avrebbero portato dalla Cina l’idea di un bastoncino di pasta fritta simile allo youtiao. Comunque sia, dalla Spagna i churros si sono diffusi in tutta l’America Latina, dove si sono arricchiti di ripieni: in Messico si farciscono di cajeta, una crema di latte caramellato, o di cioccolato, mentre in Argentina e in Uruguay si riempiono di dulce de leche.
La ricetta spagnola tradizionale è estremamente essenziale: solo acqua, farina e sale, senza burro né uova. La nostra versione, invece, aggiunge burro, zucchero e uova, e questo la avvicina a un impasto che in Italia conosciamo benissimo: la pasta choux, la stessa dei bignè, degli éclair e delle zeppole di San Giuseppe.
Per un buon risultato contano alcuni passaggi. La farina va aggiunta tutta insieme, e l’impasto va mescolato sul fuoco finché non si stacca dalle pareti del pentolino, lasciando una sottile patina sul fondo. Prima di aggiungere le uova bisogna lasciarlo intiepidire, altrimenti rischiano di cuocersi a contatto con la massa calda. Le uova vanno aggiunte una alla volta, e la seconda solo quando la prima è completamente assorbita. Il beccuccio a stella, oltre a disegnare le tipiche scanalature, aumenta la superficie croccante e, secondo molti pasticceri, aiuta a evitare che i churros si crepino in cottura.
In friggitrice ad aria conviene distribuirli su carta forno, ben distanziati, e uno spruzzo d’olio aiuta la doratura. Appena cotti, si possono rotolare nello zucchero mescolato con la cannella. In alternativa si servono con cioccolato fuso, crema di nocciole, crema pasticcera o, per un tocco sudamericano, una crema di latte caramellato.
